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Ero impaziente di leggere questo libro, perché sono affascinata dal mistero che i boschi di San Zenone e le colline di Fonte esercitano su di me. Sono stata a parecchie rievocazioni storiche in memoria di Ezzelino da Romano e dell'eccidio del castello di San Zenone. Mi aspettavo qualcosa di più dalla trama, sia a livello storico che riguardo il profilo psicologico dei personaggi.
Invece, questo romanzo, scritto in modo ineccepibile sotto il profilo formale, mi ha profondamente delusa a livello di contenuti: quale sarebbe la trama? Riporta i fatti con riferimento alle fonti storiche, quale conclusione?
Si descrive Ezzelino il tiranno come uno psicopatico, il fratello Alberigo come un sempliciotto senza personalità, uno che si fa abbindolare da un giullare e Cunizza, che vive, inverosimilmente, la sua esistenza alla corte dei da Romano secondo canoni di vita del ventunesimo secolo....Unico aspetto positivo della politica e della governace di Ezzelino il tiranno, l'idea visionaria di riunire sotto il suo dominio i possedimenti dalla Marca fino a comprendere l'intera penisola.

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