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I miei stupidi intenti
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Zannoni, Bernardo

I miei stupidi intenti

Palermo : Sellerio, 2021

Abstract: «Esistono vari modi di strillare un libro magnifico. Ma solo un modo è giusto per "I miei stupidi intenti": leggetelo, leggete questo romanzo in stato di grazia». Marco Missiroli. Questa è la lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall'uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d'inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola. Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d'altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall'istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un'anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne. I miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni. Come un segno di speranza, di futuro, per chi vive di libri.

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Laura Brunello
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Cosa rende l'animale diverso dall'uomo?
La conoscenza di Dio? Il saper leggere e scrivere? La consapevolezza che la nostra vita è destinata a terminare? Cos'è la felicità?
A tutte queste domande prova a dare una risposta Bernardo Zannoni attraverso il racconto in prima persona della vita avventurosa della faina Archy.
Leggeremo di come ci siano molte similitudini tra l'esistenza umana e quella degli animali del bosco e di come l'istinto di sopravvivenza non sia poi così distante dalle regole non scritte che determinano molte scelte nella vita degli uomini: infatti tra gli animali, come tra gli uomini, sono i più forti e i più scaltri a farsi largo, mentre i deboli, meno avvezzi a scontrarsi ogni giorno con la durezza del mondo, rimangono ai margini o vengono abbandonati. Ma al tempo stesso in tutte le esistenze ci sono momenti che le rendono esaltanti e che le elevano a qualcosa che va oltre al semplice bisogno di nutrirsi o ad un ferino desiderio di sopraffazione, momenti per cui ogni individuo può dire di essere stato, seppure per un solo attimo, davvero felice.
Un libro fantastico, assolutamente da leggere, con una storia che tiene incollati alle pagine in modo incredibile.

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