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Tre notti
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Marchioni Vinicio

Tre notti

RIZZOLI, 07/05/2024

Abstract: Periferia di Roma, venerdì 29 novembre 1991. Andrea ha quindici anni e sua madre lo accompagna per l'ultima volta a vedere il padre, o meglio ciò che resta di quell'uomo che da tempo li ha abbandonati per andare a vivere con un'altra donna e che adesso un cancro si sta finendo di mangiare, questione di poche ore. Scenario di questo incontro totalmente asimmetrico, giacché il padre non ha più le forze per guardare il figlio né rispondere alle sue domande, è "la fattoria", come la chiama Andrea, la casa che gli uomini della sua famiglia hanno tirato su con le proprie mani, sacco di cemento dopo sacco di cemento. Sconvolto da quell'incontro, quasi febbricitante di dolore, di rabbia, spaesamento e rimpianti, il ragazzo ruba la macchina del nonno e scappa via, senza nemmeno saper guidare, facendo perdere ogni traccia di sé anche a sua madre, che lo cerca disperata. Un coro di indimenticabili personaggi maschili irrisolti - puntellato da donne quantomeno risolute, come Martina, sedici anni, perdutamente innamorata di Axl Rose, bellissima senza sapere di esserlo - accompagnerà Andrea lungo tre notti decisive, in un viaggio alla scoperta di se stesso e di un padre che, in fondo, non ha mai conosciuto. Fra gli altri Memmo, proprietario del Bar dello Sport, Nerone - una laurea in Filosofia, mille lavori e pure la galera alle spalle -, lo zio Mauro e Sorcapelata, primi omosessuali in borgata. Uomini spesso brutali, grevi, traditi e traditori, eppure sempre solidali, complici, custodi l'un con l'altro dei segreti di una vita. Tre nottiè il racconto di un'adolescenza che esplode per poi ricomporsi lentamente, faticosamente, nel tempo. Un romanzo di formazione sorprendente, duro e dolcissimo, la prima prova narrativa di uno degli attori più amati e popolari del cinema italiano.

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"Che gioia quando arriva il timbro di una voce nuova nel coro sterminato della letteratura di ogni tempo e tu pensi che ogni nota, ogni pausa, ogni armonico hanno già risuonato dunque che altro di nuovo può accadere, e invece no. Invece ciascuno di noi al mondo è un mondo e la voce di ciascuno – nella musica, nel ritmo abita l’identità – non ha eguali: nessuna tra miliardi è uguale a nessun’altra.

Certo, bisogna saperla usare: ma non bastano gli esercizi, non basta la tecnica altrimenti tutti, no?, con lo studio potrebbero. Bisogna invece saper ascoltare e porgere, trasformare e limare, rompersi inabissarsi e ancora piallare, abbattere la retorica e il mestiere, togliere fino a che non resti traccia di artificio. Quindi che gioia, quando il talento esonda dal piccolo posticcio recinto delle categorie che usiamo per imprigionare gli umani nella ridicola pretesa di definirli.

Vinicio Marchioni ha scritto un libro bellissimo. “Chi sei se tuo padre non ti vede?”, dice proprio al principio. Chi sei se tuo padre non ti vede. Chiedetevelo. Quanta parte dell’energia della vostra vita avete messo al servizio di questo: essere riconosciuti, anche – soprattutto – dopo la sua morte. Marchioni è un attore tra i migliori, questo il suo recinto. Spiace per i custodi delle tribù e dei confini, ma no. E’ uno scrittore e molto altro, immagino: l’anima quando è larga occupa spazi. Questo romanzo, “Tre notti”, leggetelo. Troverete una febbre e una voglia di vivere che avete forse smarrito nella ripetizione applaudita dei gesti. La voglia fuori repertorio, il desiderio. “Non vogliamo essere già così sicuri. Già così senza sogni”. Esatto, PPP. Vogliamo vivere e provare, esplorare ancora. Non rinunciare mai.". Concita De Gregorio 9 maggio 2024.

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