Giuseppe Pesola

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Tre notti

"Che gioia quando arriva il timbro di una voce nuova nel coro sterminato della letteratura di ogni tempo e tu pensi che ogni nota, ogni pausa, ogni armonico hanno già risuonato dunque che altro di nuovo può accadere, e invece no. Invece ciascuno di noi al mondo è un mondo e la voce di ciascuno – nella musica, nel ritmo abita l’identità – non ha eguali: nessuna tra miliardi è uguale a nessun’altra.

Certo, bisogna saperla usare: ma non bastano gli esercizi, non basta la tecnica altrimenti tutti, no?, con lo studio potrebbero. Bisogna invece saper ascoltare e porgere, trasformare e limare, rompersi inabissarsi e ancora piallare, abbattere la retorica e il mestiere, togliere fino a che non resti traccia di artificio. Quindi che gioia, quando il talento esonda dal piccolo posticcio recinto delle categorie che usiamo per imprigionare gli umani nella ridicola pretesa di definirli.

Vinicio Marchioni ha scritto un libro bellissimo. “Chi sei se tuo padre non ti vede?”, dice proprio al principio. Chi sei se tuo padre non ti vede. Chiedetevelo. Quanta parte dell’energia della vostra vita avete messo al servizio di questo: essere riconosciuti, anche – soprattutto – dopo la sua morte. Marchioni è un attore tra i migliori, questo il suo recinto. Spiace per i custodi delle tribù e dei confini, ma no. E’ uno scrittore e molto altro, immagino: l’anima quando è larga occupa spazi. Questo romanzo, “Tre notti”, leggetelo. Troverete una febbre e una voglia di vivere che avete forse smarrito nella ripetizione applaudita dei gesti. La voglia fuori repertorio, il desiderio. “Non vogliamo essere già così sicuri. Già così senza sogni”. Esatto, PPP. Vogliamo vivere e provare, esplorare ancora. Non rinunciare mai.". Concita De Gregorio 9 maggio 2024.

Virgil Wander

C'è sempre una possibilità. C'è sempre anche una seconda volta. Basta tenere in mano un aquilone e credere in lui e nel vento.
Un romanzo pieno di poesia, di speranza, di amicizia, di amore. E di vita.
Ancora una volta scelta editoriale centrata da
@FaziEditore

Virgil Wander - Leif Enger

C'è sempre una possibilità. C'è sempre anche una seconda volta. Basta tenere in mano un aquilone e credere in lui e nel vento.
Un romanzo pieno di poesia, di speranza, di amicizia, di amore. E di vita.
Ancora una volta scelta editoriale centrata da
@FaziEditore

I giorni di Vetro - Nicoletta Verna

"Mio nonno di quello che era successo in guerra non parlava mai. Forse sua moglie qualcosa sapeva, non ne sono sicura. Allora non chiedevo, adesso non posso più. So solo che non mangiava ceci e non poteva sopportare lo sbattere delle persiane “per via della guerra”, diceva mia nonna senza aggiungere altro. Qualche volta, quando alla radio o in tv si parlava di qualche guerra, lei diceva sottovoce “ma che ne sanno, solo chi ci è passato sa la guerra cos’è”. Ci penso tanto sempre, più di sempre in questi giorni. Che poi sono stati giorni, gli ultimi, in cui sono tornata a casa di fretta da qualunque incombenza perché avevo anche io una guerra da vivere, proprio come se ci fossi dentro.

Un libro ad aspettarmi, uno di quelli che capitano di rado. Di quelli che tutto il resto, quasi tutto, è meno importante che tornare lì, continuare. Di Nicoletta Verna avevo letto “Il valore affettivo” che aveva vinto il premio Severino Cesari e su Severino non si discute. Era bello, ma questo è magnifico. Si intitola “I giorni di Vetro” e leggo con piacere che tanti lettori hanno la stessa reazione: Verna ha una voce potentissima, diversa da tutte, ha come un magnete interno attorno al quale tutto il racconto gravita, una tranquillità e una sicurezza, una calma rovente.

Un tizzone, la letteratura quando torna. Racconta i giorni di guerra, non li dice ma li mostra – spietati – attraverso due donne, Redenta e Iris, le loro famiglie, il paese di Romagna vicino a Castrocaro, dove il Duce ha fatto costruire le terme. Redenta si dice cha abbia la scarogna, non parla, solo Bruno che è orfano la capisce. Ma la scarogna sono gli uomini e la loro ferocia. Succede tutto quello che non dovrebbe, in guerra, e basta.".
Concita De Gregorio, La Repubblica 16 aprile 2024.

Di cosa è fatta la speranza - Emmanuel Exitu

Il romanzo della “ragazza ribelle” che ha scritto una pagina della storia della medicina moderna.

«Con Di cosa è fatta la speranza, Emmanuel Exitu mette assieme tutti gli ingredienti che portano al grande romanzo. Una protagonista straordinaria, una storia che non cede mai il passo, e, su tutto, una scrittura viva, capace di essere testimone della più misteriosa delle virtù.» - Daniele Mencarelli

«Un libro scandito con l’eleganza di un romanzo classico e la precisione di una biografia interiore. La morte è il destino comune degli esseri umani, è vero, ma non per questo ci si deve rassegnare a morire in solitudine: la speranza si può scoprire assieme. La lezione di Cicely Saunders sta in questa volontà di condividere il terreno comune della nostra vulnerabile umanità, la stessa che guida la scrittura di Exitu.» - Alessandro Zaccuri

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